Creta. Un diario di viaggio. Seconda parte

02 – Balos
Oggi andiamo a Balos, sulla penisola di Gramvousa.

Balos, le piscine e sulla destra l’isola di Gramvousa. Clicca per ingrandire

Tutti vanno a Balos e si sa che per andarci ci sono due modi: in auto o in barca. La seconda opzione è senz’altro più comoda ma presenta degli svantaggi non da poco per noi, che amiamo la tranquillità e vogliamo goderci la natura in santa pace, quindi dopo aver fatto colazione usciamo e saliamo in macchina. Dal nostro affittacamere si vede la strada che va a Balos.

Sono sette chilometri di sterrato in pessime condizioni, col ciglio senza alcuna protezione e delle buche preoccupanti ma evitabili se ci si trova a percorrerla da soli come capita a noi. All’inizio dello sterrato si paga una cifra simbolica che ci piacerebbe poi venisse utilizzata non tanto per asfaltare la strada quanto per spianarla e metterla in sicurezza. La strada si percorre lentamente e ci vogliono all’incirca quaranta minuti per arrivare al parcheggio che sovrasta Balos, da cui poi un sentiero in discesa e parzialmente a gradoni conduce alla spiaggia in un quarto d’ora. Il colpo d’occhio dall’alto è mozzafiato – e questo non l’avrete mai se arrivate in barca – perché si coglie tutto l’insieme della bassa laguna bianca e turchese, la scogliera scura che separa la spiaggia sabbiosa da un mare blu profondo, l’isola rocciosa, le lingue di sabbia bianca e l’isola di Gramvousa sullo sfondo. Scesi sulla spiaggia troviamo i soliti ombrelloni e lettini a prezzo modico ma per godersi il posto la cosa migliore è guadare i pochi metri d’acqua per andare oltre la costa e procedere avanti sulla sabbia, trovarsi un posto e godersi il bagno. Il sole picchia forte, la gente è ancora poca. Sulla spiaggia lato costa ci sono due punti di ristoro, uno alla fine del sentiero e uno più defilato verso la scogliera che però è contornato da vegetazione e alberi di lentisco, motivo per cui lo sceglieremo per pranzare. Se non avete un ombrellone con voi, a Balos trovare riparo dal sole è un’impresa non da poco quindi organizzatevi di conseguenza. Due dakos – una versione cretese della nostra frisella con aggiunta di formaggio mizithra e olive oltre al pomodoro – birra e acqua costano dieci euro.

Da noi li avremmo spesi a testa; in un posto del genere forse anche di più. Su questo c’è da dire che i cretesi non se ne approfittano. Dopo pranzo scegliamo di spostarci sul lato nord, dove l’acqua è più profonda e si trovano delle microcalette di pochi metri del tutto deserte.

Infatti in tarda mattinata ben tre traghetti, uno dei quali attracca direttamente alla scogliera, riversano a terra orde di disperati che scendono con l’ombrellone già aperto in mano per godersi due ore, al massimo tre sulla spiaggia trasformando quello che al mattino era un paradiso in una bolgia di gente schiamazzante.

Piccola parentesi: non ve lo dice nessuno ma Balos ha un piccolo problema che per me è stato un bel colpo. La sabbia è cosparsa, costellata, punteggiata da catrame. Da me, a Piombino, lo chiamiamo “il black” e vent’anni fa anche sulle nostre spiagge era facilissimo imbattercisi e trovarselo appiccicato sotto a un piede o sotto all’asciugamano. Oggi può capitare ma si tratta di una rarissima eccezione, una di quelle cose a cui non pensa neanche più nessuno.

A Balos ci sono tratti di spiaggia in cui evitare il catrame è del tutto impossibile; va in pezzature da pochi millimetri a più di dieci centimetri senza contare quei punti in cui ha ricoperto le rocce e inglobato plastica e lattine. E’ una cosa letteralmente angosciante e mi sono stupito di non averne letto da nessuna parte.

Questo lascia di stucco. Un posto del tutto paradisiaco come Balos meriterebbe una ripulita e non mi spiego perché lo stato non se ne sia mai occupato. E’ solo verso le cinque comunque, quando ormai i barconi se ne sono andati, che possiamo tornare a goderci la spiaggia – in un tratto abbastanza pulito – fare un ultimo tuffo e risalire verso il parcheggio per riaffrontare, stanchi ma soddisfatti, la strada di ritorno verso Kissamos.
Ormai consci del fatto che il centro in pratica non esiste ci fermiamo un po’ prima del paese a goderci un po’ di pesce fritto e di polpo grigliato, insalata, caffè, dolce e raki per appena una trentina di euro.

TIP: il pesce non è l’alimento da scegliere a Creta. Nonostante siamo su un’isola la pesca è poco praticata e il pesce al ristorante è quasi tutto congelato quindi o si vuol mangiare pesce e lo si cerca fresco ma si spende un po’ di più oppure si opta per la carne. Mangeremo pesce ottimo a Kolimvari verso la fine del viaggio.

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