Santa Porchetta

Questi due, credetemi, sono gli dèi della porchetta.
Perché quando è S.Ermete e c’è la fiera, a Forte dei Marmi, di porchettai ce n’è una strada intera. Ma loro hanno piglio professionale, ritmo da catena di montaggio, eleganza suprema nei loro gilet minacciati dall’unto di maiale. Ti guardano, ti fanno un cenno, gli fai capire anche a gesti quanti e come li vuoi, prima che qualcuno ti freghi la fila, e loro partono: affettano, tranciano cotenna, raccolgono preziose briciole suine, spatolano, assestano, ricompongono la salma e te la servono perfettamente incartata, con una bella birra.
Materia prima eccellente, si facciano da parte quelli di Ariccia.
E non solo nel pane: nella schiaccia, nella focaccina.
Secondo me, la schiaccia e la porchetta sono simbionti.
E quando quella santa ragazza che è Elena, vedendoli che mettono da parte i pezzi di cotenna più grossolani, dice a uno di loro “no, metticela, un po’ di cotenna!”, loro sorridono compiaciuti, come bambini, sollevano di nuovo, inseriscono striscioline di cotenna di maiale perfettamente croccante e ricoprono il tutto, come si rimbocca la copertina a un neonato.
E sapete cosa? Non m’è neanche rimasta sullo stomaco.
Shot in Forte dei Marmi, Fiera di S.Ermete, on Fuji Neopan [email protected] with my YashicaMat TLR, processed in Rodinal 1+50, 11’30” at 22 °C

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