Go

E così, finalmente, grazie a Elena che mi fa regali inaspettati, anch’io ho un goban e delle pietre degne di tale nome.
Come, non sapete cos’è il Go???
Qualcuno di voi l’avrà intravisto in “A beautiful mind”, dove un fantastico Russel Crowe nei panni del geniale e folle matematico John Nash gioca una partita con un amico.
Il Go è – forse – il più antico gioco ancora giocato ai giorni nostri e, in termini di impegno mentale, rappresenta un vero spasso. Niente a che vedere con la ripetitività della dama o con la complessità formale degli scacchi. Qui si tratta di eserciti ma in oriente non hanno bisogno, come noi occidentali, della didascalica rappresentazione di cavalli, cavalieri, torri, regine e re. Sono territori da conquistare, strategie per mantenerli, per sottrarli all’avversario o ampliarli con intelligenti scambi. Sono prigionieri da fare, inganni da tendere, trappole da evitare.
Tutto questo solo appoggiando le pietre sul goban fino alla conclusione della partita.
Affascinante, coinvolgente; il suono delle pietre poggiate sul goban vale da solo il piacere di giocare.
Ditemi un po’, non vi va di fare una partita?

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