E se fossi…

… in Provenza?
Non faccio che raccogliere spighe di lavanda quando torno dal bar dopo pranzo.
Ne raccolgo una ogni volta e la metto lì, come monito.
Sta a significare di non dimenticarsi di viaggiare; significa che anche se uno si sposta può sentire altri luoghi come casa.
Perchè non è così semplice? Perchè non posso semplicemente concentrare il lavoro di una settimana in una giornata piena e utilizzare i tempi morti per andarmene a passeggio Lourmarin, a cena alla Petite Maison di Cucuron, a bermi un pastaga a La Ciotat?
Perchè c’e’ un workaholic in agguato dietro a ogni angolo e se hai cinque minuti liberi ti fa fare cose inutili per il resto del mondo ma per lui assolutamente primarie.
La spiga sta a significare che non diventerò mai così.
E’ carattere.
E chi dice che siano gli eventi a portartici, mente. Era latente e c’è cascato.
Io, che siano gli eventi a condizionare la mia vita, non c’ho mai creduto neanche un po’.

3 thoughts on “E se fossi…

  1. In ufficio, tra il monitor e la tastiera, metto sempre, a seconda della stagione: foglie, conchiglie, fiori, piccoli sassi, pezzi di vetro colorati trovati sulla spiaggia…per non dimenticare che il mondo vero e' la' fuori e non li' dentro, dove imperversano i managing director, che poi sono dei poveretti che al di fuori dell'ufficio conducono una vita di quieta disperazione.

    La lavanda la provero':-)

  2. Io andrò a lavorare in bicicletta, me lo sento…!
    E' vero, nemmeno io credo che gli eventi ti portino da qualche parte, chissà, magari mi ricrederò.

  3. Cri: io sono terrorizzato dall'idea di essere fagocitato dal lavoro, per quanto mi piaccia quello che faccio. Però cerco sempre di tenere a mente che mi piace fare anche un mucchio di altre cose.
    E non ci vuole molto, eh… 😉
    Chiara: in bici… io purtroppo lavoro a ventuno chilometri da casa, se andassi in bici diventerei Bartali!
    Gli eventi magari ti indirizzano, ecco, ma mi piace pensare che non ci sia solo una strada di fronte, per scegliere.

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