Voglia di indiano

Ci sono quei giorni in cui ti prende una voglia irrefrenabile di mangiare indiano; quando si combina con la voglia di cucinarlo e col tempo di farlo finalmente ti levi la soddisfazione.
Ieri sera, per esempio.
Curry di pollo marinato nello yogurt. Lo yogurt è fatto in casa col latte non pastorizzato, lo prepariamo per la colazione ma ne facciamo un chilo per volta quindi non manca mai.
Ceci ammollati dal secco e lessati in casa.
Hummus di ceci con la menta del balcone; ok non è indiano ma era già in frigo 🙂
Basmati cotto nella sua acqua. Prima però lo tosto nel wok per aumentare quella fragranza di noccioline che ha naturalmente. Il wok è di ferro, non quelle schifezze antiaderenti che si vedono in giro, ed è condizionato a mano con l’olio e la pazienza. La cottura del riso per accompagnamento, oltre a impiegare pochissima acqua e a non disperdere nulla del riso nelle scolature, ha l’innegabile vantaggio di consumare pochissimo gas visto che lo faccio bollire per soli due minuti.
Naan ai semi di finocchio, rinfrescanti e croccanti. Non avevo lievito quindi li ho fatti gonfiare un po’ con un cucchiaio di yogurt nell’impasto.
Peperoncino. Potrebbe forse mancare? C’è del Cayenna tostato, quello scuro, e del Naga. Sono entrambi autoprodotti. La polvere di Naga è micidiale, ma buonissima.
E qui, prima di chiudere, faccio la mia personale considerazione sul curry: non comprate mai, dico mai quello piccante. Nella migliore delle ipotesi l’avranno reso rosso e appena piccante mescolandoci paprika e una buona dose di peperoncino di piccantezza medio-bassa e di scarsa qualità. Perché? Semplice: perché non possono permettersi di immettere sul mercato un curry troppo piccante col rischio di non venderlo affatto. Visto che in genere i peperoncini più aromatici sono anche i più piccanti, state pur certi che non li useranno.
Quindi, tenetelo a mente: il curry compratelo dolce e non avrete acquistato polvere di peperoncino appena aromatizzata pagandola dieci volte il suo valore.
Buon appetito!

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