Rebirth

Tre anni fa ho acquistato una pipa, su eBay. Una di quelle pipe senza valore che con meno di venti euro ti porti a casa. Il venditore, che ne stava proponendo uno stock, è stato così gentile da mettere nel pacchetto anche una seconda pipa, rimasta invenduta nella serie di aste.
Una pipa orribile, a dire il vero; rusticata a caso e verniciata con la peggior coppale marina che un carpentiere navale potesse usare per il retro dei paglioli di un gozzo.Eccola.
 Three years ago I bought a pipe, on eBay. One of those worthless pipes you can buy and bring home with twenty euros. The seller, who was selling a stock, was so kind to add a second unsold pipe, as a gift.
An awful pipe, to be honest; with a random rustic finish and painted with the worst naval flatting a ship carpenter could use for the bottom of a skiff’s floor.

Here it is.

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Così la pipa è rimasta nella scatola delle pipe per tre anni, finché non mi è venuto in mente che forse avrei potuto recuperarla.

L’ho presa, fotografata e aggredita.

Con un po’ di lavoro di raspa, lime, carta vetrata e lana d’acciaio, ho addrizzato e levigato quel fornello orrendo, recuperato la rettilineità del bocchino, corretto sbavature e raccordi e alla fine la pipa è diventata così..

So the pipe stayed in my pipes’ box for three years, until I suddenly thought I could bring it back to life.

I took, photographed and assaulted it.

With some filework, sandpaper and iron wool, I straightened and smoothed that horrible bowl, recovered the straight stem line, fixed burrs and connections and at last the pipe became as you see.

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Ho dovuto lasciare alcuni segni della rusticatura per un paio di buoni motivi: primo, per non assottigliare eccessivamente le pareti del fornello; secondo, perché tutto sommato mi piaceva l’idea che la nuova finitura mantenesse il ricordo di cos’era stata prima dell’intervento. Una sorta di memoria storica.
La lucidatura è fatta a mano, con panno di cotone e cera d’api.
Mentre scrivo l’ho accesa per la prima volta. È piacevole da tenere in bocca, è una nuova pipa. Non l’ho fatta io, certo, ma c’è un bel po’ di soddisfazione dietro.
A volte certi regali nascondono altri doni.

Basta saperli trovare

I had to leave some bites of the previous rustic finish for at least two good reasons: first, not to excessively thin the bowl’s sides; second, because all in all I liked the idea that the new finish could show the memory of what that pipe was before its restoration. Sort of a historical memory.
Then I finished it by hand with a cotton cloth and beeswax,
While writing I lighted it for the first time. It’s a pleasure too keep it in my mouth, it’s a new pipe. It wasn’t me who made it, sure, but I’m quite satisfied.
Sometimes some gifts hide other gifts.

You just have to find them.

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