[Tales from the railway] – Un altro viaggio – Another commute

Il treno d’estate è impietoso, specie se fai la tirrenica.
E’ impietoso perché le ragazze che vanno al mare e che salgono sul tuo stesso treno hanno vent’anni meno di te e non fanno altro che sorridere; così t’innamori a ogni vagone, e quando scendi e il treno riparte, dietro a ogni finestrino che passa immagini una storia diversa.
E’ biologia, nient’altro; la consapevolezza che, in quanto maschio, non smetterai mai di guardarle, di fantasticare, di credere di avere diciassette anni.
Poi scendono, sempre sorridenti, e ti resta quel vago senso di smarrimento generato dal tuo subconscio che non vuole lasciarti tornare bruscamente alla realtà di un treno rumoroso e puzzolente.
Ti volti verso il finestrino, lasci che il paesaggio scorra veloce.
In sovraimpressione, mentalmente, diapositive che scorrono, volti, occhi, sorrisi, finché non abbuia; le luci prendono il sopravvento, i freni stridono nauseanti.
E’ ora di scendere.

Street photography in Japan – part two

Una selezione degli scatti streettaroli fatti in Giappone.

A selection of street shots from Japan.

Shot on FujiFilm Neopan 400@800, on Pentax MX, processed in Rodinal 1+50 12’30”

I-Ching consulting at Senso-ji, Asakusa, Tokyo

Ueno Station

Tsukiji fish market, Tokyo

Kaikan pillar, covered with labels

Temples must be guarded

Sword demonstration in Kanazawa

Kyoto, Nishiki market

Kyoto, Nishiki market, safe working…

Well, taxi aesthetics are way beyond human comprehension

Astroboy, Kyoto majestic railway station. Thank you Osamu Tezuka!

Kyoto bus, a weird transportation means

That’s how people should imagine Japan in the nineteenth century.

Soddisfazioni – Satisfactions

Tsukiji-gyaru
Questa foto sta scalando i ranking di flickr da un paio di giorni.
Ora, la foto onestamente non è che sia bellissima ma il soggetto è davvero da perderci la testa.
A me fa piacere, chissà se farebbe piacere anche a lei 😉
Nessuno la conosce? Ehi, gente di Tokyo! Dico a voi!

This photograph is ranking up on flickr since two days ago.
Well, honestly the picture isn’t that much, but the subject is really breathtaking.
I’m happy ‘bout it, who knows if she’d be happy too 😉
None knows her? Hey, Tokyoites! I’m talking to you!

Street photography in Japan – part one

Una selezione degli scatti streettaroli fatti in Giappone.

A selection of street shots from Japan.

Shot on FujiFilm Neopan 400@800, on Pentax MX, processed in Rodinal 1+50 12’30” and gently fucked by InVision CTX 5500DS baggage scanner and explosive detection device, which left some fancy wavy strips on my negatives.
Fuck.

Crossing at Ginza, Tōkyō
Maison Hérmes, by Renzo Piano, Ginza, Tōkyō
Tuna heads, Tsukiji Market, Tōkyō
21st Century Museum of Contemporary Art by SANAA, Kanazawa
Kyōto girls, Nishiki ichiba (market), Teramachi, Kyōto
LOL in Kyōto
You can’t imagine how many people sleep on the tube. The weird is how they suddenly get up at their stop.
They just LOVE to be photographed. Hard to shoot candids, if they realize they smile or pose or do the V sign. Well, apart from their boyfriends, who probably hated me (the “L” sign is for “Loser” and is an insult)
They smiled at me, instead, very pleased to be captured. Lovely girls.
Udon. They’re thick wheat noodles, yummy food. She was Osaka’s noodle machine!
Tuna cutting. Just like a butcher, but stylish

Taxi drivers love comics (and drive on the wrong lane)

Jet Lag

Sbattuto ancora su uno schifoso lurido regionale col riscaldamento rotto me ne torno verso sud – “southbound again” cantava Mark Knopfler nel ’79 – praticamente in un carro bestiame. Non che abbia avuto il tempo di prendere l’abitudine ai treni giapponesi ma il Nozomi Shinkansen ti resta impresso. Qui la gente sul treno è chiassosa, cosparge i sedili di briciole mentre sbraita attraverso il corridoio e punta le scarpe sul sedile di fronte. Ho bisogno di interfacce. Sul binario mi ero messo a salutare quelli sul treno per Milano, senza peraltro ottenere alcun segno di risposta se non da una ragazza coi capelli rosa che si è messa a sorridere. E’ un campionario quasi banale e non ho voglia di scattare alcuna foto.
E’ questo, sostanzialmente, il punto: non ho voglia di scattare foto. Questo mi lascia dubbioso, quantomeno. Non sarà mica la depressione post-nipponica? Onestamente la temevo. Tornare a questo stupido disordine, al milione di preoccupazioni, ai ritardi, i guasti, gli scioperi, i musi lunghi, la scortesia, l’arroganza e le supercazzole dello splendido di turno, è deprimente.
Viene voglia di ritagliarsi minuti di tranquillità, di farsi un tè e godersi un libro, scrivere, dedicarsi a qualche lavoretto manuale.
Fattibile.
Per un po’ temo che la street che pubblico qui sarà d’archivio.
Ne ho da buttare. Spero non vi dispiaccia.
Ho solo bisogno di stare un po’ tranquillo, smaltire il jet lag che ancora strascica e riposarmi un po’.
Questa foto di Kyoto in un’ordinaria sera di lunedi che a noi sembra Blade Runner e a loro, beh, un banale lunedi, è una delle tante. Troppe. Lavoro da smaltire, comunque sempre più piacevole delle pratiche edilizie.
E dei regionali di Trenitalia.
A presto.

Shot in Kyoto, Japan, with a Canon G11

Regionale 1883

Un treno ozioso, gente sul treno, treni che arrivano, treni fermi sul binario, treni sporchi, deserti, affollati, porte rotte, finestrini bloccati, avvitati, graffiati, ricoperti di vernice, carrozze non riscaldate, carrozze africane, quello che urla al telefono, quello che dorme, chi passa e ti squadra, chi passa e non ti nota nemmeno, chi sfoglia il giornale, chi si lamenta.
Un treno ozioso, il regionale 1883 per Roma Termini delle 19.56, che stenta a partire dal binario 12.
Un treno ozioso, con gente oziosa che si trascina per i vagoni con grosse borse sulla spalla e non vede l’ora che il viaggio finisca; qualcuno sbuffa, qualcuno s’ingegna per far passare il tempo.
Lei, leggeva.
Io, invece, scattavo foto.
Shot with my Pentax MX on Fujifilm Neopan 400, processed in Rodinal 1+50